La nostra storia

Centocinquant'anni di mani,
di paglia e di sogni

Mani di artigiano che intrecciano la paglia

La storia del Cappellificio Vecchi, da Massa Fermana a Montappone: quattro generazioni, un solo gesto ripetuto ogni giorno.

Le radici, Massa Fermana

1870
Tutto comincia con Luigi Vecchi, nato nel 1870 in un paese di pietra e colline dove le donne intrecciano la paglia da generazioni. Dal fratello minore Ruffino impara, con le mani e con la pazienza, il mestiere del cappellaio.

La linea del tempo

Centocinquant'anni, una data alla volta

1870

Le radici, Massa Fermana

Tutto comincia con Luigi Vecchi, nato nel 1870 in un paese di pietra e colline dove le donne intrecciano la paglia da generazioni. Dal fratello minore Ruffino impara, con le mani e con la pazienza, il mestiere del cappellaio.

1897

Quando il mercato si chiude, si allarga lo sguardo

Sono anni di mercati difficili: nel 1895 i dazi sui cappelli importati salgono di colpo, e Luigi sceglie di guardare oltre i confini. Nel 1897, appena sposato, si trasferisce a Capodistria e apre la sua fabbrica di cappelli di paglia.

1910

Un riconoscimento che resta negli archivi

La sua reputazione cresce fino a un riconoscimento che resta negli archivi: nel 1910 figura come espositore alla Prima Esposizione Provinciale Istriana di Capodistria, con la voce di catalogo «Cappelli di paglia». Poi la Grande Guerra requisisce la fabbrica, e la famiglia rientra nelle Marche.

1920

Due presse a carbone e una stanza sola

Tocca al figlio Ferruccio Vecchi riportare il nome dei Vecchi a casa. Nel 1920, a vent'anni e senza capitali, installa un paio di presse a carbone in un'unica stanza: si ricomincia dalle mani, non dai discorsi. L'azienda cresce e si specializza nei cappelli di paglia.

1952

L'anno d'oro delle Mondine

Il 1952 è l'anno d'oro: arrivano le commesse di cappelli a falda larga per le Mondine del Vercellese, e le trecciaiole del distretto tornano a lavorare senza sosta. In quei cappelli semplici si legge già il DNA della famiglia: la qualità dipende dalle mani, mai dal prezzo.

1963

Il cappello impara l'accento europeo

Nel 1963 la ditta diventa «Fratelli Vecchi» ed entra nella moda; nel 1967 si trasferisce a Montappone, cuore del distretto, e apre una rappresentanza a Parigi. Il cappello marchigiano comincia a parlare con accento europeo.

2026

Il cognome diventa firma

Quattro generazioni dopo, i Vecchi lavorano ancora a Montappone, nel cuore del distretto del cappello di paglia. Le mani restano lo stesso strumento di sempre: la tecnica è cambiata, la responsabilità della forma no.

Un istante che dura da sempre

Un istante

Un istante che dura da sempre

C'è un istante, in ogni cappello, in cui le mani si fermano. Quella pausa silenziosa tra il fare e il finire racchiude tutto ciò che i Vecchi hanno costruito in centocinquant'anni: la convinzione che un millimetro cambi il modo in cui la luce cade su un volto. La nostra è una storia di creatività, prima che di fabbriche. Di paglia intrecciata nei campi delle Marche, di trecce cucite in stanze piccole, di persone alzate ogni mattina con un solo pensiero, fare un cappello migliore di quello del giorno prima.

Nel mondo

Imparare a parlare al mondo

Negli anni Novanta nasce Hats & Dreams, il brand con cui i Vecchi raggiungono i mercati internazionali: prima il Giappone, poi l'Europa, infine la Corea del Sud, dove un cappello di Montappone è percepito come un piccolo gioiello di famiglia. Quel percorso ha insegnato all'azienda a raccontare una storia fatta di paglia e di artigianalità in una lingua universale, quella della qualità senza compromessi.

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famiglia Vecchi

Quattro generazioni tra la paglia di Montappone: le persone, le mani e le scelte che hanno reso Vecchi prima un cognome e poi un marchio.

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nostro territorio

Montappone e le colline marchigiane dove il cappello di paglia è nato e continua a vivere: il luogo che dà forma al nostro mestiere.

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